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Il rapporto con le opere d’arte è dinamismo, comunicazione, vita. Da millenni dipinti, sculture, architetture ci parlano e non smettono mai di trasmetterci le loro perle. Dopo millenni non hanno ancora esaurito il loro carico. È questo che le rende immortali. Ma per accoglierlo noi dobbiamo imparare il loro linguaggio. E imparare ad ascoltarle.

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Ciao, sono Pamela. Sono laureata in Storia dell'arte contemporanea. Attualmente sto collaborando con il museo civico della mia città e sono iscritta al secondo anno della Ssis per l'insegnamento della Storia dell'arte nelle scuole di secondo grado.

Sunday, March 12, 2006

GIAPPONE, GIAPPONISMO E IMPRESSIONISMO

Con la parola Japonisme si indica convenzionalmente soprattutto il periodo che va da circa il 1860 al 1914 in cui è più forte, a vari livelli, l'accettazione di elementi o princìpi dell'arte nipponica (nella foto accanto: Hokusai, La grande onda).
Dopo le tante riproduzioni presentate alla Esposizione Universale del 1867, le stampe giapponesi erano diventate di grandissima attualità tra gli artisti.
Si sa che molti di questi pittori e loro seguaci (come Edmond de Gouncourt, autore della prima monografia su Utamaro), erano collezionisti di stampe giapponesi, tanto che spesso le inserivano nelle loro opere.



Un esempio lo possiamo trovare nell'opera Emile Zola, realizzata da Edouard Manet nel 1868 (vedi foto in alto) e oggi custodita presso il Musee d'Orsay di Parigi. Zola era uno stretto amico dell'artista e ne aveva compreso il genio. Infatti, di fronte alle critiche rivolte a Manet e alla sua esclusione ai Salon ufficiali, più volte ne prese le difese in articoli e saggi. Grazie allo scrittore, l'artista ebbe la possibilità di conoscere anche Cezanne e Monet (di cui ricordiamo in questa sede in particolare l'opera Lo stagno delle ninfee oppure Camille Monet in costume giapponese (La giapponese)).
Nel 1868 Manet ritenta le vie ufficiali e presenta al Salon questo ritratto di Zola, che finalmente viene accettato. Il ritratto è un genere dalla tradizione ben consolidata, come lo è l'impianto di quest'opera. Lo scrittore, con un libro aperto in mano, è seduto al tavolino su cui si trovano i simboli del mestiere: inchistro, alcuni volumi tra cui spicca la monografia scritta da lui dell'amico Manet, e la pipa. Lo stretto legame tra il critico e l'artista è sottolineato dalla familiarità dell'ambiente e dalle tre immagini incorniciate alla parete di fondo, che rappresentano l'Olympia di manet, una incisione di Velasquez e una famosa stampa giapponese.

All'epoca per l'Europa l'Estremo Oriente e in particolare il Giappone e la sua produzione artistica, la sua cultura erano diventati una vera e propria moda. Per i giovani di nobili origini il viaggio nell'Estremo Oriente era ormai un must!!
Basti pensare a come fu creata la collezione del Museo di arte Orientale di Venezia.
La raccolta risale appunto agli ultimi decenni del XIX secolo, quando Enrico di Borbone, conte di Bardi, fece un viaggio in Asia che durò diversi mesi spingendosi sino alle terre del Sol Levante. Durante questo periodo raccolse più di 3000 oggetti d'arte, che sistemò a Palazzo Vendramin Calergi, dove risiedeva. Egli volle inoltre che fosse allestita una esposizione permanente. Alla sua morte, dopo innumerevoli vicissitudini, la collezione fu ospitata a Ca' Pesaro, dove è ancora collocata.
Il museo merita davvero una visita. Nonostante un allestimento non molto funzionale, la collezione è pregevole e molto ricca.

Se siete interessati, il link al museo è:
http://www.artive.arti.beniculturali.it/MuseoArteOrientale.html
Riguardo Manet ed il suo dipinto:
http://www.artonline.it/opera.asp?IDOpera=1416
Riguardo Monet le opere citate:
http://www.artonline.it/opera.asp?IDOpera=137
http://www.artonline.it/opera.asp?IDOpera=152

3 Comments:

Blogger Meri Cerrato said...

Carissima, si denota in maniera forte come le argomentazioni della prof.ssa Alloggio, abbiamo segnato in maniera determinante il nostro percorso artistico di specializzazione...Hai dato un taglio davvero particolare al tuo blog....mi piace molto baci
Meri Cerrato

1:04 AM  
Blogger mina said...

Ciao Pamela, il tuo blog e molto bello e apprezzo molto l'arte, le stampe e la letteratura giapponese, scoperta grazie a un amico che ha studiato lingue orientali a venezia e che da alcuni anni vive li. Molto interessanti i collegamenti che fai che rendono il tutto molto accattivante.
complimenti

5:01 AM  
Blogger Johnny said...

salve, avrei bisogno di informazioni sugli aspetti che gli Impressionisti prendono in prestito dai giapponesi, sto facendo siccome la tesina di 5 superiore mi potrebbe aiutare?

12:39 AM  

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