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Il rapporto con le opere d’arte è dinamismo, comunicazione, vita. Da millenni dipinti, sculture, architetture ci parlano e non smettono mai di trasmetterci le loro perle. Dopo millenni non hanno ancora esaurito il loro carico. È questo che le rende immortali. Ma per accoglierlo noi dobbiamo imparare il loro linguaggio. E imparare ad ascoltarle.

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Ciao, sono Pamela. Sono laureata in Storia dell'arte contemporanea. Attualmente sto collaborando con il museo civico della mia città e sono iscritta al secondo anno della Ssis per l'insegnamento della Storia dell'arte nelle scuole di secondo grado.

Saturday, March 11, 2006

Curiosità e Iconografia Musicale

LO SAPETE CHI ARRIVA ATTRAVERSO LA VIA DELLA SETA??
IL LIUTO!!


Osserviamo come esempio l'opera intitolata La Presentazione di Cristo al Tempio, Santi e angeli musicanti.
Essa fu realizzata da Carpaccio nel 1510. Si tratta di una pala eseguita per l’altare della chiesa di San Giobbe a Venezia, dove già era presente la Pala Madonna con il Bambino, Santi e angeli che Giovanni Bellini aveva eseguito nel 1487 e di cui sente l’influenza.
Nell’opera di Carpaccio, le figure formano una vera e propria architettura umana: la Madonna, nell’atto di mostrare il Bambino, e il Sacerdote del Tempio, che si sporge per guardarlo, assumono posizioni oblique convergenti. In posizione arretrata rispetto alla scena principale, gli altri personaggi assistono all’evento riprendendo anch’essi le medesime posizioni convergenti. Il risultato è appunto una costruzione piramidale simmetrica, il cui cuore coincide con l’immagine del Bambino.
L’architettura umana descritta si relaziona con le forme dell’architettura dipinta sullo sfondo, che a sua volta riprende l’architettura reale della chiesa di San Giobbe per la quale era stata dipinta l’opera.
La luce, chiara e netta, proveniente da un punto in alto a destra della rappresentazione, accende i toni, soprattutto i rossi e i blu con cui è costruita tutta la raffigurazione.
Nel piano inferiore del dipinto, tre angeli musicanti, ritratti in posizioni disinvolte e movimentate, intonano musiche celesti.
Nella pala di Carpaccio, l’angelo di sinistra viene ritratto mentre suona una tromba, strumento tipico dei sacerdoti ebrei durante le cerimonie religiose, quello di destra invece tiene in posizione di attesa un violino ed il rispettivo archetto. Al centro invece, in posizione rialzata rispetto agli altri (riprendendo così la struttura piramidale della composizione) troviamo un angelo intento a suonare IL LIUTO.

IL LIUTO è uno strumento dalle origini antichissime, nato in Oriente e diffusosi poi in un territorio vastissimo, dall’Italia sino all’Estremo Oriente, in Giappone.
Inseguendo le linee fittissime del confronto tra le culture d’Europa e del Medio Oriente, si possono rintracciare i segni di una circolazione continua di uomini, materiali ed idee. L’arte in particolare, dalla letteratura alla musica, ha tratto frutti fecondi da questo incontro, favorendo profonde interazioni tra i due mondi.

Il nome “liuto” deriva dall’arabo “al oud” che vuol dire “legno”. Strumento solistico per eccellenza, esso possiede una cassa armonica piriforme costruita con un assemblaggio ad incastro di listelli lignei. Il piano armonico è decorato al centro da un foro di risonanza costituito da una rosetta ad arabesco disegnata a traforo in legno di bosso, detta Stella, dal termine germanico Stein.
L’oud, interamente costruito in legno (da cui appunto il nome), trova la sua origine in epoca preislamica a partire dalla Persia (dove veniva chiamato Barbat) e appare nel mondo arabo alcuni secoli prima della nascita di Cristo, sostituendosi ad una primitiva versione con la cassa armonica ricoperta di pelle. L’oud nasce come strumento per la musica colta e ne diviene presto il punto di riferimento, come sultano di tutti gli strumenti musicali. Ogni caratteristica dello strumento ha una forte valenza simbolica: dalle proporzioni, ai motivi decorativi della “rosa” al centro della tavola armonica, alle corde. Ogni elemento è stato concepito facendo riferimento alle scienze astrologiche, mediche e filosofiche.

A partire dai territori arabi, il liuto si diffuse sino agli estremi confini del mondo allora conosciuto. Esso seguì principalmente due vie di espansione: una occidentale, attraverso la penisola Iberica sino in Italia, e una orientale, attraverso la Via della Seta, sino in Cina e da lì fino in Giappone.

La sua introduzione nel mondo occidentale si vuole fare risalire all’epoca delle crociate, quando l’Occidente entrava in più diretto contatto con la cultura islamica.
La penisola Iberica, estremo Occidente d’Europa, infatti è stata da sempre punto d’incontro delle popolazioni che da Oriente si muovevano passando a Nord e a Sud del Mediterraneo. E quando nel 711 gli Arabi conquistarono l’Andalusia si diffusero la cultura islamica, la sua musica e con essa anche il liuto.
Anche la Sicilia fu dominazione moresca ed è quindi lecito pensare che anche attraverso le sue terre la musica islamica (e con essa il liuto) sia stata veicolata per diffondersi nella penisola e non solo.
Un esempio può essere osservato nella stella che in epoca medievale offre alcuni interessanti esempi dal punto di vista decorativo, unendo talvolta elementi arabescati con quelli provenienti dall’arte occidentale dei rosoni delle chiese.

La seconda via di diffusione del liuto è quella che lo porta sino all’estremo Oriente. Essa viene suddivisa in due tappe geografiche e temporali. La prima tappa è quella che attraverso la Via della Seta giunge fino in Cina. La seconda è quella che dalla Cina arriva in Giappone.

Dunque, attraverso questa via intorno al IX secolo il liuto poté giungere sino in Cina. Qui esso ebbe subito grande successo e venne usato soprattutto nell’ambito della sfera religiosa. Dalla Cina poi il liuto (come del resto quasi tutti gli strumenti musicali) giunse in Giappone attraverso i missionari provenienti dalla Cina. Da essi, infatti, a partire dal X secolo, i Giapponesi conobbero il liuto e ne appresero i canti.

Se cerchi ulteriori informazioni puoi consultare i seguenti siti:

Riguardo il liuto e gli strumenti musicali cinesi e giapponesi:

http://www.artive.arti.beniculturali.it/MuseoArteOrientale.html

Riguardo gli strumenti musicali in generale, la loro storia, il loro legame con la società e la loro applicazione musicale:

http://www.museostrumentimusicali.it/visita_museo.asp

Riguardo la pala di Carpaccio e quella di Bellini:

http://www.artive.arti.beniculturali.it/Accademia/Frame%20accademia.htm

5 Comments:

Blogger Laura Della Malva said...

Ciao Pamela!!
Complimenti per il tuo blog. Completo in tutte le sue parti, contenuti, strumenti di approfondimento, e strumenti didattici. Cosa dovrei aggiungere???
Complimenti davvero

3:15 AM  
Blogger La prof ricercatrice infinita said...

Ciao Pamela,
abbiamo già percorso una via della seta,ma la tua ci sembra davvero più interessante...complimenti per la veste grafica del tuo blog e per lo sviluppo analitico di ogni argomento...la prossima via che dovrai seguire quest'estate sarà quella della Calabria,accompagnata da due guide turistiche d'eccezione:Isa e Marialuisa!

9:56 AM  
Blogger chiara said...

Ovviamente non posso che gioire di questo tuo blog! Amo l'arte e la musica e qui ho trovato un sacco di notizie e siti interessanti che non conoscevo! Bella l'idea della piantina nel sito del Museo Nazionale a Roma. Per le mie ricerche sulla storia degli strumenti musicali mi hanno consigliato un testo: l'Atlante dei beni culturali dell'Emiglia Romagna: contiene una sezione sui Beni musicali ricca di immagini!!

2:38 AM  
Blogger chiara said...

Ovviamente non posso che gioire di questo tuo blog! Amo l'arte e la musica e qui ho trovato un sacco di notizie e siti interessanti che non conoscevo! Bella l'idea della piantina nel sito del Museo Nazionale a Roma. Per le mie ricerche sulla storia degli strumenti musicali mi hanno consigliato un testo: l'Atlante dei beni culturali dell'Emiglia Romagna: contiene una sezione sui Beni musicali ricca di immagini!!

2:38 AM  
Blogger Askinstoo said...

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